Ti ho cercato

Ti ho cercato Con fede – determinazione In questa stessa idea Ti ho cercato Nelle profondità di questa coscienza Ti ho cercato Nella passione del cuore Ti ho cercato In un fiore In quella Natura ineguale Nel territorio boscoso Tra le sue alte colonne Ti ho cercato In prossimità dei crinali Con mani protese Occhi attenti sugli infiniti accordi Nel mese in cui maturano le bacche E le piccole foglie assumono dell’autunno il colore Ti ho cercato In quell’ Edificio dall’ossatura solida – elegante Di raffinata architettura E’ un legame forte L’anima: un ambiente ricco Tutto di me ti respira nei diversi profumi Nelle inimitabili tinte – vivi Vivi in questa cornice Sprovvista soltanto di “…puttini alati” Il mio cercarti E’ un inno all’amore

L’inganno

Proditoria fu l’oscurità per noi che l’aspettavamo boccheggianti trasgressione, disinibiti, distratti, distrutti dal disincanto civile. E al risveglio, l’amaro, analcolico calice del trionfo apollineo su Marsia.

Cosa, come e…

Cosa sarei stato io se non mi avesse commosso la gente negli occhi di una ragazza distratta, nel verde di un ramo in fiore, nel lento scioglimento del gelo, a sussurrare la parola ancestrale che porta nuova pace al cuore? Come avrei potuto proseguire senza gioire delle sane lacrime che dà il bene sofferto, l’amore per l’umanità di un gesto, il sorriso per ricominciare nonostante e non contro, ma incontro a chi ha scelto il nostro percorso? E ora dovrei vivere del solo rimorso?